David Riondino e Fabio Fazio a "Che tempo che fa" parlano de "Lo Stallo"

25 febbraio 2018

 

 

La buona novella manifesto

 

Auditorium Caruso - Gran Teatro Puccini di Torre del Lago (LU)
Venerdì 13 Aprile 2018 ore 21
MPL Communication e Dsiderecords presentano :

LA BUONA NOVELLA
di Fabrizio de Andrè
Spettacolo ideato e diretto da David Riondino In collaborazione con Fabio Battistelli

David Riondino voce solista
Chiara Riondino voce solista
Fabio Battistelli clarinetto
Accompagnati dal gruppo musicale KHORAKHANE’

Con la straordinaria partecipazione della Corale Controcanto di Torre del Lago.

Una tra le più significative e importanti raccolta di racconti in versi di Fabrizio De André, uscita nel 1970, rielaborata e interpretata per band, due voci e coro.
Parole e musica. Poesia recitata, cantata, suonata. Con quasi cinquant’anni di vita alle spalle, senza dimostrarli. “La Buona Novella” di Fabrizio De Andrè approda a Teatro, emozionante come fosse la prima volta, restituita dal talento di David Riondino.
“Io, nel vedere quest’uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l’amore”. A queste parole de Andrè affidava la propria poetica, la concezione di un Cristo fratello, che aveva incontrato nei Vangeli Apocrifi. E i testi rivelano subito tutta la propria attualità, l’urgenza e la forza, la bellezza, con istantanee di pura poesia capaci di raccontare la storia antica e moderna. Riondino riprende i testi di quell’album e crea uno spettacolo che tocca le corde del cuore, fondendo la sua corposa tonalità vocale a quella calda e roca della sorella Chiara. E da questi registri, quasi ricercando una consonanza filologica di timbri e cadenze con quelli di De Andrè, Riondino imbastisce la sua prova di cantante. Un omaggio teso ed emozionante ai testi e alla musica del “poeta” di Via del Campo.

Brani eseguiti: Laudate Dominum, L’infanzia di Maria, Il ritorno di Giuseppe ,Il sogno di Maria, Ave Maria, Maria nella bottega d’un falegname, Via della croce, Tre madri, Il testamento di Tito, Laudate Hominem

 

 

« Quando scrissi "La buona novella" era il 1969. Si era quindi in piena lotta studentesca e le persone meno attente - che sono poi sempre la maggioranza di noi - compagni, amici, coetanei, considerarono quel disco come anacronistico. Mi dicevano: "Ma come? Noi andiamo a lottare nelle università e fuori dalle università contro abusi e soprusi e tu invece ci vieni a raccontare la storia - che peraltro già conosciamo - della predicazione di Gesù Cristo." Non avevano capito che in effetti La Buona Novella voleva essere un'allegoria - era una allegoria - che si precisava nel paragone fra le istanze migliori e più sensate della rivolta del '68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate ma da un punto di vista etico sociale direi molto simili, che un signore 1969 anni prima avava fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell'autorità, in nome di un egalitarismo e di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazaret e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi. Non ho voluto inoltrarmi in percorsi, in sentieri, per me difficilmente percorribili, come la metafisica o addirittura la teologia, prima di tutto perché non ci capisco niente; in secondo luogo perché ho sempre pensato che se Dio non esistesse bisognerebbe inventarselo. Il che è esattamente quello che ha fatto l'uomo da quando ha messo i piedi sulla terra. Ho quindi preso spunto dagli evangelisti cosiddetti apocrifi. Apocrifo vuol dire falso, in effetti era gente vissuta: era viva, in carne ed ossa. Solo che la Chiesa mal sopportava, fino a qualche secolo fa, che fossero altre persone non di confessione cristiana ad occuparsi, appunto, di Gesù. Si tratta di scrittori, di storici, arabi, armeni, bizantini, greci, che nell'accostarsi all'argomento, nel parlare della figura di Gesù di Nazaret, lo hanno fatto direi addirittura con deferenza, con grande rispetto. Tant'è vero che ancora oggi proprio il mondo dell'Islam continua a considerare, subito dopo Maometto, e prima ancora di Abramo, Gesù di Nazaret il più grande profeta mai esistito. Laddove invece il mondo cattolico continua a considerare Maometto qualcosa di meno di un cialtrone. E questo direi che è un punto che va a favore dell'Islam. L'Islam quello serio, non facciamoci delle idee sbagliate. »

F. De Andrè

 

 

 

 

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Qualche foto tratta dalla serata. 

Khorakhanè, David Riondino, Chiara Riondino, Corale IncontroCanto

 

Lo stallo locandina

 

DOPO 14 ANNI SANDRO LUPORINI TORNA A SCRIVERE PER IL TEATRO
Lucca – debutta il prossimo 19 aprile Lo Stallo, spettacolo inedito dello storico coautore di Giorgio Gaber, con Chiara e David Riondino
Il prossimo 19 aprile, al Teatro del Giglio di Lucca, debuttera` Lo Stallo, il nuovo spettacolo teatrale di Sandro Luporini, pittore e scrittore viareggino che e` stato per oltre trent'anni coautore di Giorgio Gaber e che con lui ha inventato il Teatro Canzone.
Lo spettacolo, un'alternanza di canzoni e monologhi nella tradizione del Teatro Canzone, sara` interpretato da David Riondino, che firma anche la regia, e dalla sorella, Chiara Riondino, cantante dalla voce profonda, potente e straordinariamente espressiva. Con loro sul palco, il gruppo musicale dei Khorakhane` chi ha composto le musiche di otto brani e il polistrumentista Luca Ravagni, gia` musicista per Giorgio Gaber. La produzione e` di DeepSide Music e MPL Communication.
Lo Stallo, il cui titolo allude a quella particolare conclusione del gioco degli scacchi in cui «la partita non ha vincitori ne´ vinti, e` immobile, eternamente sospesa», e` il racconto di un uomo che si sente incapace di un gesto qualsiasi che possa ridare un senso al mondo e alla vita.
David e Chiara Riondino, tra serie riflessioni e momenti comici, ci accompagnano in un viaggio nel nostro presente, nelle nostre nevrosi, negli aspetti piu` intimi della vita. La difficolta` di amare, la questione femminile, la mancanza di slanci vitali, la sessualita`, la solitudine, la vecchiaia, il dilagare assurdo e irrazionale della violenza, la morte – sono tutti temi che Luporini, con il suo testo, ci costringe ad affrontare, con analisi spietate e l'intelligente leggerezza dell’ironia.
E cosi`, se all'inizio dello spettacolo ci si chiede se «il buio che vedo e che forse c'e` / non e` nel mio tempo ma e` dentro di me», alla fine si ammette che, seppure messi costantemente alla prova dalla complessita` dell’esistenza, c'e` ancora qualcosa che possiamo fare, qualcosa che dipende soltanto da noi.
Sta a noi decidere di non incolpare il mondo, di non abbandonarci a un pessimismo senza scampo e di uscire con coraggio dalla nostra condizione di stallo, per cantare il piacere – e persino il dovere – di onorare la vita.
E` per dirci questo che, dopo quattordici anni di silenzio, Sandro Luporini, all'eta` di 87 anni, e` tornato a scrivere per il teatro. Per raccontarci, con l'autoironia e la profondita` che per oltre trent'anni hanno emozionato il pubblico italiano, di se´ e di noi.

Un po' di importanti novità in casa Khorakhanè....ovvero, ciò che è successo negli ultimi mesi. Tante le cose da raccontare, cercheremo però di essere sintetici per approfondire meglio successivamente.
Il 19 aprile debutteremo infatti nella date "zero" al Teatro del Giglio di Lucca, con lo spettacolo "Lo Stallo", con regia di David Riondino e testi di Sandro Luporini. Lo spettacolo vedrà sul palco David Riondino con Khorakhanè, Chiara Riondino e Luca Ravagni (storico sassofonista e polistrumentista di Giorgio Gaber) nella parte musicale. Lo spettacolo, basato su monologhi e canzoni inedite, è stato scritto da Sandro Luporini, ovvero il coautore ai testi della maggior parte dei brani di Giorgio Gaber. In pratica il"Teatro Canzone". I Khorakhanè, oltre ad occuparsi del'esecuzione live, hanno scritto le musiche di 8 brani. 

David Riondino sarà ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" domenica 25 febbraio e racconterà del suo nuovo spettacolo, prodotto da MPL Communication e Deepside Music, con la direzione artistica di Fabrizio Federighi.
In concomitanza a "Lo Stallo" i Khorakhanè porteranno in teatro anche "La buona novella", spettacolo di David Rondino basato sull'omonimo album di Fabrizio De Andrè. Sul palco, oltre a David e Chiara Riondino e i Khorakhanè (con Fabio Battistelli ai fiati), anche un coro polifonico. Lo spettacolo verrà presentato il 13 aprile al Gran Teatro Puccini di Torre del lago Puccini (LU).

 

Deepside Music

Via U. Foscolo, 13
Follonica (GR)

Email: dsiderecords@alice.it
Website: www.deepsidemusic.it

 

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